Le PMI in rete, tra web marketing e social network
Abbiamo incontrato Antonio Giuliani, presidente di E-side, web agency di Vicenza che nel 2011 ha festeggiato i suoi 10 anni di attività, per avere qualche “dritta” sulle ultime tendenze dei social media e sulla novità rappresentata dal geo-social marketing, con tutte le sue potenzialità per il commercio e le imprese.
D: Iniziamo dalle presentazioni: chi è E-side, e di cosa si occupa?
E-side è una web agency: abbiamo alle nostre spalle il fondamento di dieci anni di esperienza ed operiamo a Vicenza, anche se con clienti di tutta Italia; ci occupiamo di una serie articolata di servizi, tutti incentrati sul web: dalla realizzazione di siti web alla configurazione e gestione della pec (posta elettronica certificata, n.d.r.), dalle campagne di social media marketing, alle strategie SEO (Search Engine Marketing, ovvero posizionamento nei motori di ricerca, n.d.r.) organiche. In questo decennio abbiamo sviluppato anche diversi software basati su piattaforma web. Cito tra gli altri GoBook.it, software per il booking online in ambito Incoming, e i-GeCo. - Gestione Congressi, per la gestione degli eventi, entrambi particolarmente utili nell’ambito turistico e fieristico così importante nella nostra regione.
D: Chi sono i vostri clienti?
La nostra clientela è composta soprattutto da piccole e medie imprese ed aziende di servizi con sede nella realtà di provincia e spesso sono a proprietà familiare; proprio per questo ritengo che il nostro sia un osservatorio consistente e privilegiato per analizzare questa particolare realtà imprenditoriale molto diffusa in Italia, soprattutto nel nord-est.
D: In questo periodo vi state occupando di qualcosa di particolare?
Negli ultimi mesi stiamo tentando un’azione di “sensibilizzazione” verso le nuove possibilità di promozione e fidelizzazione offerte dalle connessioni mobili su smartphone e dai nuovi canali “sociali” come Facebook, Twitter e Foursquare. Alcuni di questi network sono già molto popolari all’estero ma, al solito, faticano un po’ ad affermarsi come strumenti di marketing in Italia (come il caso Foursquare, popolarissimo negli Stati Uniti e nel resto d’Europa per ottenere sconti ed offerte riservate), nonostante l’esplosione di servizi di scontistica “sociale”, come Groupon, che nel nostro paese è subito stato accolto con entusiasmo dal pubblico, seppur tra qualche criticità.
D: Come reagiscono gli imprenditori delle PMI e delle micro-imprese a queste nuove tecnologie?
C’è ancora una certa distanza “culturale” tra la mentalità affaristica di stampo classico e le conoscenze dei nuovi media web per il proprietario “medio” di piccoli business, siano questi piccole aziende manifatturiere, esercizi commerciali o agenzie di servizi.
D: Quale credete che sia la causa prima di questa distanza?
La diffidenza nasce soprattutto quando si percepisce la necessità di una “spesa” per essere supportati nel migliorare la presenza della propria attività sui Social Networks, sui canali di geo-localizzazione, come il già citato Foursquare, Google Places o Facebook Places. Questa spesa da molti non viene ancora percepita come un investimento, anche quando si parla di piccole cifre, di molto inferiori al migliaio di euro, ma come una cosa “in più” tutt’altro che indispensabile. Niente di più sbagliato: i ritorni nel guadagno e nella fidelizzazione della clientela esistono, anche se spesso non sono immediati, soprattutto se non si investono grandi budget.
D: Gli imprenditori non si rendono dunque conto dei recenti sviluppi nelle scelte e nelle abitudini delle persone nell’epoca del web 2.0?
La nostra sensazione è che si pensi che la tendenza “sociale” nei comportamenti non riguardi ancora i “loro” potenziali clienti ed i loro comportamenti di acquisto, ma sia una cosa estranea: per capire l’errore, basta pensare all’uso di Facebook che ognuno che gli italiani ne fanno ogni giorno: nel nostro paese si parla di 21 milioni di iscritti alla piattaforma su 27 milioni di utenti totali che hanno accesso ad internet; degli iscritti, ben 13 milioni accedono a Facebook ogni giorno, mentre per i nove milioni di accessi al web tramite dispositivo mobile si registrano 7,5 milioni di accessi a Facebook.
D: Ma è così importante vendere tramite i social media?
Non si è ancora compreso che la grande “rivoluzione” della diffusione dei social media e del blogging non sta tanto nella disponibilità di nuovi canali di “annunci a pagamento”, ma piuttosto nella necessità di cambiare il proprio atteggiamento di soggetto fornitore di prodotti e servizi in senso “relazionale” e di maggiore trasparenza verso i propri utenti. Si tende ancora a ragionare in termini di mera valutazione commerciale. La domanda che ci si pone è semplicemente: posso vendere con annunci su Facebook o con Twitter? Se la risposta sembra negativa cessa l’interesse per fare degli investimenti, anche molto piccoli, su questi canali.
La domanda corretta da farsi invece è: posso migliorare la percezione esterna del mio prodotto / servizio, fidelizzare meglio i clienti esistenti, avvicinare nuovi utenti, ed entrare in maggiore sintonia con le aspettative dei potenziali fruitori dei nostri servizi/prodotti grazie ad un atteggiamento più “sociale” e trasparente? Se crediamo nella qualità dei nostri prodotti e servizi, la risposta è certamente sì. E una volta “rotto il ghiaccio” l’amplificazione del nostro “segnale” (in termini di velocità e diffusione) possibile grazie ai meccanismi sociali dei nuovi networks potrebbe essere sorprendente.
D: Questo nuovo scenario come influenzerà l’attività di chi si occupa di produzione, commercio e servizi in realtà particolari come la provincia veneta?
Quello che il piccolo imprenditore dovrebbe capire è che presto, a tutti i livelli e in tutti i settori, la necessità di un rapporto più diretto e trasparente coi propri potenziali clienti si renderà sempre più pressante ed inevitabile. Questo richiede un cambiamento di attitudine, oltre che una maggiore attenzione alla qualità dei propri servizi, di stampo quasi “culturale”, e per questo è prevedibile che non sarà così semplice, ma chi prima e meglio saprà muoversi in questo senso acquisirà certamente un concreto vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.
D: Questa attenzione ai nuovi media sociali è sentita anche in un ambiente composto di piccole realtà come quello vicentino?
Certo in provincia questa tendenza è meno pressante rispetto ai grandi centri, ma d’altro canto la concorrenza è inferiore e quindi la possibilità di farsi spazio maggiore.
D: Cosa vi aspettate per il futuro?
Il 2012 per noi sarà un anno chiarificatore, visto anche il clima di generale sfiducia generato dalla crisi economica. Abbiamo appena attivato, in collegamento al nostro sito (www.e-side.it, n.d.r.), dei servizi di informazione gratuita su questi temi, e stiamo cercando di invitare i nostri clienti a seguirci su questo percorso, tramite il quale incentiveremo con offerte speciali la scelta di cominciare a “credere” su questi nuovi canali. Noi per primi stiamo in questo modo impostando nella direzione appena descritta un nuovo approccio di comunicazione sia verso i clienti storici, sia verso i potenziali nuovi clienti.
Qualche primo segnale positivo lo stiamo registrando, e potremo presto trarre le prime conclusioni sull’efficacia di questa strategia.
