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24dic/110

Social Networks in Italia: popolare ma fuori dalla top 10

Il sito comScore.com ha di recente diffuso la classifica delle 10 nazioni dove in ottobre gli utenti hanno trascorso mediamente più tempo sui Social Networks, e la notizia, per noi, è che non c'è l'Italia.

Nel mondo gli utenti che accedono a siti di social networking sono 1,2 miliardi - l'82 per cento della popolazione internet mondiale di età superiore ai 15 anni.  Secondo la nuova ricerca della società di ricerca comScore gli utenti di Internet di tutto il mondo hanno trascorso in ottobre quasi un minuto ogni cinque su siti di social networking, facendone l'attività online più coinvolgente su scala mondiale.

Questo risultato è tanto più notevole se si pensa che nel 2007 gli utenti di Internet trascorrevano solo il sei per cento del loro tempo sui siti di social networking.

Secondo Linda Boland Abramo, di comScore , "La nascita e la diffusa adozione di reti sociali globali influenza notevolmente l'interazione umana sia su scala individuale, sia di comunità, e a livello sociale più vasto, e dimostra la convergenza tra mondo online e offline". "Indipendentemente dalla geografia, i social network si stanno affermando nella sempre più intricata tessitura dell'esperienza digitale, aprendo nuove opportunità per nuovi business".

Facebook è il re di tutti i siti di social networking. Le visite a Facebook hanno assorbito nel mese di ottobre un minuto ogni sette spesi su internet dall'utente medio, e il 75 per cento di tutto il tempo speso su tutti i siti di social networking.

Twitter è il riferimento quando si tratta di microblogging, anche se la piattaforma cinese Sina Weibo sta crescendo molto in fretta. Sina Weibo è cresciuto del 181 per cento nell'ultimo anno ed si è dimostrata la decima più grande rete sociale nel mese di ottobre; Twitter, durante lo stesso periodo, è cresciuto del 59 per cento.

Secondo i dati diffusi in un post 22 dicembre sul suo blog dall'azienda Hitwise Experian , anche il sito bacheca Pinterest è entrato a far parte dei 10 maggiori siti di social networking, dato molto interessante se si pensa che il social network è ancora agli inizi ed è attualmente accessibile solo su invito.

Il successo dei social networking è tanto più interessante perché non si limita al web. Quasi il 65 per cento di tutti gli utenti di smartphone negli Stati Uniti ha visitato un sito di social networking nel mese di ottobre, e due su cinque usato il loro dispositivo mobile per connettersi a una rete sociale quasi ogni giorno.

Ma, forse a sorpresa, non sono gli Stati Uniti in cima alla classifica per tempo accumulato su siti di networking in ottobre.

Ecco la classifica per numero medio di ore per visitatore:

Israele - 11,1 ore
Argentina - 10,7 ore
Russia - 10,4 ore
Turchia - 10,2 ore
Cile - 9,8 ore
Le Filippine - 8,7 ore
Colombia - 8,5 ore
Perù - 8,3 ore
Venezuela - 7,9 ore
Canada - 7,7 ore

Non solo nella top 10 non ci sono gli Stati Uniti, ma neppure l'Italia, che pure ha visto negli ultimi anni, in particolare per Facebook, un vero boom di utenti registrati e di accessi giornalieri.

In Italia, parlando di Facebook, si parla di 21 milioni di utenti iscritti su 27 milioni di utenti che hanno accesso a Internet.

Questo significa che i margini di crescita dell'esperienza sociale digitale in Italia sono ancora ampi, e lo stesso si può quindi dire del potenziale del social media marketing e del geosocial marketing.

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14set/110

Trend di ricerca su internet: porno batte calcio 20-0

E’ risaputo che il settore del porno sia tra quelli più ricercati nel web, ma è ancora vera l’idea che Internet venga usato per  i siti di pornografia più di ogni altra cosa? Possibile che il sesso spinto sia cercato quotidianamente, solo in Italia, da 25.000.000 di utenti al mese?! Siamo così ninfomani e desiderosi di avere esperienze sessuali con “il nostro monitor” da generare un traffico cosi imponente? Il dato più assurdo (anche se non recente in quanto del 2007) è che il 70% del traffico verso siti porno è generato in orario lavorativo (dalle 9 alle 17). Vero che oramai il pc e internet sono usati in molte mansioni, tuttavia sembra “stravagante” che durante il lavoro ci sia così tanta ricerca di sesso.

Pensate: in questo momento le statistiche ci dicono che probabilmente il vostro vicino di scrivania, quello che vi sta sorridendo proprio ora (salutatelo cafoni), sta consultando una serie di siti porno dove donne e uomini giocano a tetris con i loro genitali oppure, invidioso delle misure da mandingo di questi capaci attori, ha aperto un’ altra scheda nel browser per cercare tutti i segreti per allungare il pene.

Si pensi addirittura che il termine “calcio”, parola che fa parte del nostra panorama culturale (volenti o nolenti), viene surclassato dal "porno" 20 a 0. Dati* alla mano il divario è incolmabile: mensilmente ci sono 414 milioni di ricerche contro le “sole” 20 milioni per il calcio.

Trend ricerche Google

Tabella dei trend delle parole più cercate in Italiacontro le “sole” 20 milioni per il calcio.

Dando per buono che questi risultati siano di  impronta prettamente maschile, si può osservare che il trend dal 2004 nei confronti del porno (A) è in costante aumento con dei picchi decisivi tra il 2009 e il 2011 mentre il il calcio (B),  a fasi alterne, è rimasto in linea con i dati del 2004.

Interessante sapere che il sesso (C) sta perdendo punti e viaggia a una soglia decisamente più basa persino delle ricerche del calcio stesso.
Questo denota che si cerca specificatamente la pornografia con tutto quello che le ruota attorno mentre il sesso, possedendo un senso più ampio e generico, può determinare risultati di ricerca approssimativi e per cui insoddisfacenti.

Oggi si parla anche di SocialPorn, fenomeno diffusosi dal 2005 in poi e che contempla numerosi siti di condivisione pornografica (video, foto, streaming) e che genera, prendendo il solo YouPorn, circa 6.2 milioni di visitatori al giorno. Un numero così elevato di utenti richiede un numero consistente di produttori e di attori. Sarebbe interessante  conoscere i dati occupazionali del settore: forse scopriremmo che la crisi non ha scalfito un mercato florido e in costante crescita che, secondo Confindustria, raggiunge un valore di 1,5 miliardi di euro l’anno.
Un indotto generato non solo dai siti di film a luci rosse e web-chat hard, ma anche da sexy shop on-line e altri siti di e-commerce dedicati.

ll porno dilaga sul web e sembra che il fenomeno non voglia rallentare  da qui a breve tempo, con il sommo dispiacere degli edicolanti che han visto calare drasticamente le richieste per riviste hard.

Per concludere: veramente nel web il porno la fa da padrone? I dati non lasciano scampo: dobbiamo rassegnarci al fatto che il maschio medio, quando usa Internet, un’occhiatina a qualche sito hard ce la dà eccome. Per cui, dato che avete impiegato tempo a leggere questo post, forse è il caso di farvi la vostra dose quotidiana di video porno.

*dati ricavati tramite Google Trends